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 1904 - L'ebreo errante

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MessaggioTitolo: 1904 - L'ebreo errante   Mer Set 14, 2011 1:34 pm

L'ebreo errante - 1904





TEMA


Condannato a errare da Gesù Cristo, sul quale avrebbe sputato durante la salita verso il Golgota, Isaac Laquedem, calzolaio ebreo, cammina, inciampa, si rialza, cade, prova a dormire… E rivive in sogno l’episodio che lo ha condannato all’esilio. Dopo aver incontrato il Diavolo e un angelo, prosegue il suo cammino in balia della furia degli elementi.

Simbiosi di risorse teatrali e fotografiche, questa ricostituzione di un soggetto mitico ci mostra la concezione stessa del cinema secondo Méliès.

Benché la féerie sia il genere preferito di Georges Méliès (1861-1938), il regista si è cimentato anche con tutti gli altri generi cinematografici: attualità ricostituite, film storici, drammi, commedie, opere liriche, pubblicità, scene di guerra, scene antiche o mitologiche (come in questo film). Quale che sia il soggetto trattato, Méliès abborda il cinema fin dal 1896 come se fosse un palcoscenico teatrale. Per lui, lo schermo è delimitato dalla cornice di una scena e il titolo del film è l’equivalente del sipario. Méliès colloca inoltre la sua telecamera, statica, come se fosse l’occhio di uno spettatore seduto in mezzo alla platea. Lo spazio della scena è organizzato in modo tale che il pubblico della sala disponga di una prospettiva privilegiata, ottenendo così l’unicità del punto di vista.

Méliès divide il film Le Juif errant (L’ebreo errante) in tre scene diverse che corrispondono a tre modifiche scenografiche. Sul suo “schermo cinematografico”, il regista mette in scena delle tecniche (arresto della telecamera, collage, sovrimpressione con numerosi effetti secondari) prese in prestito dal teatro dell’illusione e utilizzate per porre l’accento sulla narrazione e per rafforzare l’intensità drammatica dei suoi propositi. Poiché la telecamera non segue l’eroe durante i suoi spostamenti, la gestualità dell’attore, proprio come a teatro, deve essere esagerata e agitata, al fine di esprimere al meglio i sentimenti del personaggio e offrirgli un vero spessore.

Per ottimizzare le possibilità scenografiche e ridurre i rischi legati alle intemperie e alla luminosità, Méliès fa costruire, nel 1897, a Montreil-sous-Bois (Francia), il primo studio pensato espressamente per il cinema. Prende come modello gli atelier fotografici dell’epoca e perfeziona il progetto di una grande sala vetrata su ogni lato e ricoperta da un tetto di vetro. La zona dove recitano gli attori è illuminata direttamente dalla luce diurna. Una zona che è attrezzata di botole, supporti ascendenti per le apparizioni, pali decorati, verricelli… proprio come un vero e proprio palcoscenico teatrale pensato per le féerie. Nel corso degli anni, visto anche il successo crescente, lo studio si amplia, al fine di soddisfare le esigenze sempre più complesse del regista, come il suo primo grande capolavoro fantastico, Voyage dans la lune (Il viaggio nella luna), che farà in breve tempo il giro del mondo.


Regia:.........Georges Melies
Titolo Orig.:.Le Juif errant
Genere:......Corto
Durata:.......2'59"
Produzione: Francia 1904
Note:..........Bianco e Nero - Muto



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